19 Dicembre. Giornata di mobilitazione europea contro il #TTIP

La Campagna Stop TTIP Italia nasce per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori che si oppongono all’approvazione del Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti (TTIP).

Noi della LAV abbiamo aderito alla campagna e la sosteniamo portando contro l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza, i temi della liberazione e dei diritti degli animali che sarebbero altrimenti messi in forse con questo Trattato.

Un esempio pratico e concreto sta nella difesa del bando deciso a livello europeo dell’import da Paesi Terzi dei prodotti cosmetici testati su animali. Una conquista ottenuta dopo oltre vent’anni di battaglie, assieme allo stop di quelle sperimentazioni nei nostri Paesi, bando che ha resistito a suo tempo a livello Wto, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, e ha condizionato politiche legislative nazionali in Brasile e India, Influenzando positivamente decisioni autonome delle aziende, come negli Usa, interessate a continuare a esportare verso l’Unione Europea.

Oggi, 19 dicembre, migliaia di persone tra contadini, lavoratori, studenti e semplici cittadini scenderanno in piazza a Bruxelles in occasione del Consiglio Europeo per un’Europa sociale, ecologica e democratica e contro le politiche di austerità e il TTIP.

Aderisci anche tu alla protesta, fai sentire forte la tua voce.

Inseriamo nel testo dei nostri tweet il link della campagna goo.gl/TmMgZk seguiti dagli hashtag #StopTTIP #D19 con la seguente mention @StopTTIP_Italia

“Bombardiamo” la rete con i nostri tweet.

Governo e Parlamento vogliono rendere non più punibili i reati contro gli animali. FERMIAMOLI.

Dieci anni di norme penali contro maltrattamenti e uccisioni di animali finiranno nel cestino se sarà approvato lo “Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto” per tutti i reati con pene detentive non superiori nel massimo a cinque anni di reclusione.

Non potranno più esserci processi come quello in corso contro l’allevamento Green Hill di beagle per la vivisezione, le condanne ottenute contro allevatori per lo scandalo “vacche a terra”, cacciatori per uso illegale di richiami vivi, circensi, organizzatori di combattimenti fra cani e trafficanti di cuccioli.

Sono messi in pericolo i sequestri di animali poiché con l’archiviazione gli stessi animali dovranno essere restituiti ai loro stessi maltrattatori.

La riforma del Codice penale sugli animali, ottenuta nel 2004 con la Legge 189 – con sanzioni irrigidite nel 2010 con la Legge 201 – pur se parziale ha rappresentato una pietra miliare nel riconoscimento della tutela degli animali nel nostro ordinamento giuridico.

Se sarà approvato in via definitiva lo “Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto”, l’Italia si arrenderà al maltrattamento degli animali, nonostante quanto affermato dal Trattato Europeo di Lisbona che li riconosce esseri senzienti e impegna gli Stati all’applicazione di questo principio.

Giusto, doveroso, rendere più rapidi i procedimenti giudiziari ma non lasciando impuniti penalmente gli autori di reati gravi e che sono effettuati danneggiando tutta la società!

Chi può fermare questo atto sconsiderato che se accompagnato dall’annunciato scioglimento del Corpo Forestale dello Stato va a realizzare un quadro dell’orrore per legalità e giustizia?
Governo in primis e Parlamento.

A loro chiediamo di non approvare lo “Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto” inviato dal Governo lo scorso 1 dicembre alle Camereal momento non ancora pubblicato ufficialmente in Parlamento – e sul quale le Commissioni parlamentari potranno dare solamente un parere. O, comunque, chiediamo di escludere esplicitamente dalla sua applicazione i reati contro gli animali!

Indiciamo per sabato 24 gennaio una giornata di mobilitazione nazionale da tenersi in ogni città con fiaccolate per la legalità e la giustizia.

FERMIAMOLI CON UNA FIRMA!

COMUNICATO STAMPA

CHI HA VOLUTO E PERMESSO QUESTO FINO AD ORA?

STORIA

Cani ridotti a merce: servizio shock di Striscia la Notizia su allevamento bolognese

Lo scenario ripreso dalle telecamere di Striscia la Notizia presso l’allevamento “I bolognesi ed i corsi di Vignola dei Conti”, è davvero sconvolgente.

I fatti, di gravità inaudita, coinvolgerebbero anche un veterinario che, anziché rispettare il dovere deontologico di curare gli animali, avrebbe praticato delle soppressioni arbitrarie e in violazione della legislazione vigente. Qualora la sua responsabilità fosse accertata, chiediamo all’Ordine dei Veterinari di prendere i provvedimenti del caso.

Questo episodio rivela ancora una volta come gli interessi economici siano prevalenti in qualsiasi forma di compra-vendita di animali, e come questi condizionino fortemente le sorti di esseri viventi ridotti a merce da presentare nelle migliori condizioni, e in alcuni casi, da eliminare come inutile o difettosa.

Invitiamo chiunque desideri condividere la propria vita con un amico non umano a rivolgersi a canili, oasi feline, centri di recupero: sono moltissimi gli animali che aspettano una famiglia e una nuova vita.

Dando loro un tetto, si compirà una buona azione e si contribuirà a contrastare lo sfruttamento degli animali a fini commerciali.

ADOTTA UN CANE

A Natale scegli vegan con le ricette di Cambiamenù

Nuove ricette appetitose per un menu delle Feste che gratifica il palato e fa star bene la coscienza, perché permette di risparmiare la vita di migliaia di animali.

Un Natale solidale con tutti. E’ il nostro auspicio, che anche quest’anno propone un gustoso menù natalizio, firmato per l’occasione da Arianna Dell’Occo, mamma di due bimbi e chef per hobby, blogger di cucina vegan. Ricette gustose e prive di ingredienti animali, per celebrare in armonia una festa di Pace.

IL MENU DI QUEST’ANNO:

•Hummus di piselli con verdure al forno

•Involtini di lasagna con ragù di lenticchie

•Seitan all’arancia & Chips di patate alle erbe aromatiche

•Strudel di pere e noci

Ricette che non hanno, dal punto di vista nutrizionale e del sapore, nulla da invidiare alle preparazioni della tradizione ma sono più economiche, più salutari, meno compromettenti per il Pianeta e più natalizie nello spirito. – spiega Paola Segurini, Responsabile Settore Veg LAVUn invito a pensare ai nostri pranzi e alle nostre cene in modo davvero responsabile, anche durante le Feste, senza lasciarci condizionare dagli eccessi culinari a base di carne, pesce e latticini, tipici delle festività, proponendo ad amici e parenti una scelta gustosa, piacevole e nuova”.

Il menu a cura di Arianna Dell’Occo, è disponibile su Cambiamenù

Ricette di Natale

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Botticelle Romane: inchiesta mafia capitale indaghi su appalti stalle a Villa Borghese

“Comprendere se i lavori per la realizzazione delle stalle per i cavalli delle botticelle, non scaturiscano da logiche estranee agli interessi dei cittadini e alla tutela animale”: è questa la perplessità che abbiamo espresso insieme a Enpa, Animalisti Italiani onlus, Avcpp, Ava e Oipa, in relazione al pericolo di commistioni malavitose nei lavori in corso all’interno di Villa Borghese, varati dalla giunta Alemanno e rifinanziati dall’attuale, con spesa pubblica di 1.300.000 euro.

Motivazioni, finanziamenti, permessi rilasciati delle soprintendenze: chiediamo al sindaco Marino di fermare immediatamente il cantiere delle scuderie al Pincio per le botticelle, e di fare chiarezza.

Stiamo raccogliendo migliaia di firme abolizioniste, il Comune non potrà ignorarle, per questo rinnoviamo l’invito a firmare la petizione per il progetto di Delibera di Iniziativa Popolare, strumento di partecipazione previsto dallo Statuto di Roma Capitale.

5000 firme valide da raccogliere entro tre mesi. 5000 firme che, entro l’estate del 2015, imporranno il voto all’Assemblea Capitolina sull’abolizione delle botticelle e la riconversione del servizio a trazione ippica (botticelle) in altre attività di trasporto (taxi, Ncc).

Possono firmare:

- i cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale (residenti);

– i cittadini non residenti a Roma Capitale, che godono dei diritti di elettorato attivo ed esercitano la loro attività prevalente di lavoro nel territorio di Roma Capitale;

– gli studenti non residenti a Roma Capitale, che godono dei diritti di elettorato attivo ed esercitano la loro comprovata attività di studio presso scuole o università situate nel territorio di Roma Capitale;

– gli stranieri che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, legittimamente presenti nel territorio nazionale e residenti a Roma Capitale o aventi in questa il domicilio per ragioni di studio o di lavoro.

Il 2015 sarà l’anno in cui la sofferenza dei cavalli conoscerà la fine.

Telethon: campagna commerciale che non tutela malati e animali, ma solo le “proprie tasche”

Anche quest’anno abbiamo assistito alla gigantesca trovata commerciale di Telethon che durante questo fine settimana ha riempito non solo i media, ma anche i supermercati, il bancomat e ogni posto in cui “vendere” un messaggio.

Che questa enorme raccolta fondi finanzi la vivisezione è ormai chiaro a tutti, ma come al solito vengono usate parole inutili che giustificano il ricorso ad animali come il fatto che le procedure vengano svolte nei termini di legge, ma non c’è nulla di lodevole o innovativo nel farlo, infatti è solo il minimo richiesto dalle norme in vigore: la sperimentazione animale è un errore metodologico e proprio Telethon, che ha alle spalle anni e anni di raccolte fondi per la ricerca, dovrebbe impegnarsi a impiegare questi fondi esclusivamente in favore di metodi sostitutivi.

Chiarificatrici le parole di Jacques Testard, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm): “E’ scandaloso. Il Telethon raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di tutto l’Inserm (Francia). La gente pensa di donare soldi per la cura. Ma la terapia genica non è efficace. Se i donatori sapessero che il loro denaro, prima di tutto è utilizzato per finanziare le pubblicazioni scientifiche, ma anche i brevetti di poche imprese, o per eliminare gli embrioni dai geni deficienti, cambierebbero di parere“.

E ancora: “Enti caritativi e fondazioni, sembrerebbero organizzazioni lodevoli per il fatto che destinano i proventi derivanti dalle donazioni alla giusta causa. Ma la verità è un’altra, amministratori e dirigenti hanno stipendi d’oro e giganteschi rimborsi spese. Volano in prima classe, se non su aerei privati, soggiornano negli hotel più lussuosi e pranzano nei ristoranti più eleganti, grazie alle vostre donazioni. Infatti si è scoperto che certi Istituti e Enti di beneficenza spendono più del 40% degli introiti per coprire i “costi amministrativi“.

Tali considerazioni sono le ennesime conferme di come la vivisezione e lo sfruttamento della salute umana siano correlate e come questo enorme ingranaggio si basi sul re denaro.

Michela Kuan

Responsabile Settore Vivisezione

TOXIC FUR 2: nuova indagine su “Pellicce Tossiche”. Appello al Ministero della salute:ritirare i capi segnalati

Nuova indagine di laboratorio commissionata da noi, denominata “Toxic Fur 2”, conferma la presenza di sostanze tossiche pericolose e possibili agenti cancerogeni nella pelliccia dei capi d’abbigliamento per bambini sottoposti ad analisi: tutti i nuovi campioni analizzati sono destinati a bambini di età inferiore ai 36 mesi.

Forte di questi nuovi risultati di seguito esposti, rivolgiamo anche un appello a tutte le aziende moda: basta usare pellicce animali!Sono causa di sofferenza per gli animali, l’ambiente e anche un possibile rischio per la salute delle persone, siano lavoratori della filiera produttiva o consumatori finali. Inoltre chiediamo l’immediato intervento del Ministero della Salute.

Le aziende coinvolte in “Toxic Fur 2”:

- D&G (cappotto per bambina età 36 mesi con inserto in pelliccia di coniglio)

- BLUMARINE BABY (giacca per bambina età 36 mesi con inserto in pelliccia di coniglio)

- WOOLRICH (parka per bambino di età 24 mesi con inserto in pelliccia di cane procione)

I rapporti di prova sono allarmanti:

- Cappottino D&G (bimba 36 mesi) è risultato contaminato dal famigerato CROMO VI (esavalente), oltre che un quantitativo elevato di Cromo III (trivalente) che può causare irritazioni;

Giacca BLUMARINE BABY (bimba 36 mesi) presenta elevati valori di Cromo III (trivalente) cedibile da sudore e FORMALDEIDE;

Parka Woolrich (bimbo 24 mesi) oltre ad elevati valori di Cromo III (trivalente) cedibile da sudore e Formaldeide risulta contaminata anche da elevati valori di NONILFENOLO ETOSSILATO. Sono state rilevate anche altre sostanze chimiche, come alcuni Idrocarburi Policiclici Aromatici.

Considerati questi preoccupanti risultati di laboratorio sollecitiamo il Ministero della Salute a:

- effettuare una valutazione della pericolosità per la salute dei consumatori (in questo caso bambini di età inferiore ai 36 mesi) in relazione all’uso dei prodotti testati;

– predisporre un divieto temporaneo cautelativo di esposizione nella rete di vendita dei prodotti in questione e promuovere specifici accertamenti su altri eventualmente ancora in vendita, ai sensi del Codice del Consumo (Decreto Legislativo 206/2005)

– vietare l’uso di pelliccia animale almeno nei prodotti – di abbigliamento e non – destinati ai minori, o comunque ai bambini.

COMUNICATO STAMPA TOXIC FUR 2

ANALISI DI LABORATORIO TOXIC FUR 2

TOXIC FUR 2: SCHEDE PRODOTTI E ANALISI TEST

COMUNICATO STAMPA TOXIC FUR 1

Firma ora: “In nome del popolo inquinato: subito i delitti ambientali nel Codice penale”

Aderiamo all’appello, promosso da Legambiente e Libera, per approvare il ddl contro la criminalità ambientale fermo al Senato, auspicando che il testo finale accolga modifiche migliorative.

Terra dei fuochi, Marghera, Taranto, Gela, Eternit, Valle del Sacco, Quirra: l’Italia non può più attendere.

Con l’inserimento nel Codice penale dei delitti ambientali, in primis quelli di inquinamento e disastro, sarà possibile aiutare magistratura e forze dell’ordine ad assicurare alla giustizia i colpevoli di gravi reati ecologici e mettere un freno alle lucrose e – ad ora sostanzialmente impunite – attività dell’ecomafia e della criminalità ambientale.

Un cartello di 25 sigle (tra associazioni di cittadini, di studenti, di categoria e comitati), promosso da Legambiente e Libera, lancia l’appello al Senato indirizzato al Presidente Pietro Grasso e ai Presidenti delle Commissioni Giustizia e Ambiente, Nitto Palma e Marinello, per una rapida approvazione del disegno di legge sui reati ambientali nel Codice penale, per mettere finalmente un freno a un’attività criminale che con 30 mila reati accertati all’anno oggi frutta a chi delinque oltre 16 miliardi di euro, a danno della sicurezza e della salute di tutti i cittadini e dell’economia sana.

Oggi, infatti, chi ruba una mela al supermercato può essere arrestato in flagranza perché commette un delitto, quello di furto, mentre chi inquina l’’ambiente no, visto che nella peggiore delle ipotesi si rende responsabile di reati di natura contravvenzionale, risolvibili pagando un’ammenda quando non vanno, come capita molto spesso, in prescrizione. Non esistono nel nostro Codice penale, infatti, né il delitto di inquinamento, né tantomeno quello di disastro ambientale. Uno squilibrio di sanzione anacronistico, insostenibile e a danno dell’intero Paese, che garantisce spesso l’impunità totale agli ecocriminali e agli ecomafiosi.

Oggi, finalmente, possiamo dare una svolta a questa situazione: nel febbraio 2014, infatti, la Camera dei deputati ha approvato a larghissima maggioranza un disegno di legge che inserisce 4 delitti ambientali nel nostro Codice penale: inquinamento e disastro ambientale, trasporto e abbandono di materiale radioattivo e impedimento al controllo. Il testo, però, è inspiegabilmente fermo da mesi al Senato, per alcuni limiti tecnici che sarebbero facilmente superabili con poche modifiche. Approvarlo prima possibile rappresenterebbe, invece, una pietra miliare nella lotta alla criminalità ambientale, garantendo una tutela penale dell’ambiente degna di questo nome e, soprattutto, assicurando strumenti investigativi fondamentali per le forze dell’ordine e la magistratura.

Serve un ultimo sforzo, perché non c’è più tempo da perdere. In nome di quel popolo inquinato che attende da troppo tempo giustizia, è giunto il momento che ciascuno si assuma le proprie responsabilità davanti al Paese”, hanno dichiarato i primi firmatari dell’appello.

FIRMA LA PETIZIONE

Le associazioni animaliste unite scrivono all’Assessora Marino di Roma

Roma 12 dicembre 2014

Lettera aperta all’Assessora all’Ambiente

Estella MARINO

Roma Capitale

Egregia Assessora,

I suoi uffici hanno consegnato a metà novembre scorso alle associazioni animaliste, chiedendo pareri e osservazioni, le bozze di nuovo “Regolamento capitolino per la tutela e il benessere degli animali” e la “Proposta di Delibera concernente l’istituzione del Garante della tutela e del benessere degli animali di Roma Capitale”.

Tali bozze – annunciate da diversi mesi ma mai concretizzatesi se non ora – sono state presentate come concertate con i Servizi Veterinari Asl e, per quanto riguarda il Regolamento animali, come necessarie modifiche a seguito di cambiamenti di normative nazionali che, invece, la informiamo, non sono intervenute dal 2005 ad oggi. Non solo. Il testo proposto va contro quello diffuso lo scorso anno dall’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Le modifiche da Lei proposte eliminano infatti tutti i passaggi autorizzativi da parte dell’Ufficio comunale animali (svuotandolo, ancor più di quanto fatto finora, di effettiva voce in capitolo) di passaggi previsti dall’attuale Regolamento, e cancellano alcuni significativi divieti vigenti. Fra i tanti citiamo: l’abolizione del divieto estivo di esercitare l’attività di botticelle nelle ore più calde e il via libera al trotto delle stesse; si abbassano da 200 a 80 euro le sanzioni minime per chi viola alcuni obblighi di custodia degli animali; si annulla il divieto di vendita ambulante di animali; è previsto lo stop al divieto di spettacoli in strada e feste con animali; si prevede poi l’esclusione degli animali selvatici, oltre che in zoo e circhi, come oggetto di tutela del Regolamento; la cancellazione dell’obbligo di sterilizzazione dei cani nei canili privati, seppure prevista da norme nazionali e regionali; viene cancellato il divieto esplicito di detenere per la vendita crostacei su ghiaccio non secco; sono state inserite le definizioni illegali di “nocive e moleste” per alcune specie, definizioni che sono state abolite a livello nazionale dal 1992. Vengono poi istituite una vuota Commissione Consultiva delle associazioni animaliste con un solo rappresentante delle stesse su undici in totale ma ben cinque veterinari Asl, nonché la figura del “Garante del benessere e della tutela degli animali” scopiazzata, e male, da quelle presenti a Milano e Napoli, vincolandola a una figura veterinaria, retribuita a differenza delle altre Amministrazioni locali, e non avendo alcun potere effettivo d’intervento, nemmeno nelle strutture comunali come canili e Bioparco.

A fronte di questi peggioramenti non è previsto alcun miglioramento per la tutela degli animali in altre parti del Regolamento.

Assessora Marino, per queste motivazioni, le proposte sono per noi irricevibili. E ci poniamo la domanda “cui prodest?”, a chi gioverebbero queste modifiche peggiorative del Regolamento comunale e l’istituzione di un Garante che non garantirebbe alcunché? Sicuramente non gioverebbero agli animali e ai cittadini della Capitale.

E riteniamo che l’azione prioritaria del suo Assessorato dovrebbe essere quantomeno incentrata in via prioritaria sull’applicazione del valido Regolamento comunale in vigore e del Programma elettorale del Sindaco su tutela randagi, canili e botticelle – per quest’ultima non a caso abbiamo da alcuni giorni in corso la raccolta firme per una Delibera di Iniziativa Popolare – programma invece finora ignorato dopo oltre un anno e mezzo di mandato.

Roma è stata un faro a livello nazionale per le scelte amministrative a tutela degli animali. Con l’istituzione del primo Ufficio Diritti Animali, retrocesso a Tutela e Benessere dalla precedente Giunta, e il varo di un Regolamento comunale approvato all’unanimità nel 2005 dall’allora Consiglio Comunale.

Cestini queste due proposte – raffazzonate, inutili, dannose a seconda degli articoli – e apra un serio tavolo di confronto con noi associazioni che abbiamo rappresentato e rappresentiamo i reali interessi della tutela degli animali, quella tutela che il Comune deve esercitare in base alle Leggi dello Stato.

Animalisti Italiani – AVA – ENPA – AVCPP – LAV- OIPA

PROPOSTA DI NUOVO REGOLAMENTO TUTELA ANIMALI

PROPOSTA DI DELIBERA DI ISTITUZIONE DEL GARANTE DEGLI ANIMALI

Norvegia, il Parlamento taglia le sovvenzioni ai cacciatori di foche

E’ notizia di oggi che il Parlamento norvegese ha approvato la cancellazione delle sovvenzioni alla contestata caccia alle foche. Lo riferisce Geir Pollestad, a capo della Commissione per il Commercio e la Pesca, contrario alla misura che elimina sussidi per un valore di 12 milioni di corone, pari a 1,3 milioni di euro. Il Parlamento di Oslo «non ha deciso di mettere al bando la caccia alle foche ma temiamo che scomparirà insieme ai sussidi», ha precisato Geir Pollestad.

Dopo il fallito tentativo di affondare il divieto europeo al commercio dei prodotti di foca (Reg.CE 1007/2009) con un ricorso presentato all’Organizzazione Mondiale del Commercio insieme al Canada, la Norvegia sventola bandiera bianca e annuncia stop ai finanziamenti (oltre un milione di euro l’anno) che sino ad oggi hanno consentito la sopravvivenza della caccia alle foche nel Nord Europa.

Troppo oneroso sostenere con finanziamenti pubblici un settore commerciale che è stato bandito dall’intera Unione Europea, queste le motivazioni trapelate dai parlamentari norvegesi. Non quindi un formale divieto della Norvegia a questa forma di caccia, ma comunque una decisione che inevitabilmente contribuirà a fermare una volta per tutte questa barbarie.

Simone Pavesi

Responsabile Settore Pellicce LAV